VISITA VIRTUALE e
STORIA del castello

Nota del Vicariato
sulla sanità

Ammirando l'incontro

(Don Alvidio Bisognin)

Riflessioni

(Bepi De Marzi)

L'opera e l'autore

(Chiara Rigoni)

Il restauro

(A. Rampon e F. Soffini)

Ammirando l'incontro 

Intere generazioni hanno contemplato il dipinto a noi consegnato perchè nella sua bellezza narri lo stupore della fede. 
Stanno di fronte due donne. Tutte e due aspettano un bambino. Una è vecchia, sterile, la pelle aggrinzita. L'altra è giovane,bella, vergine. Una sola spiegazione per ambedue i casi: "Nulla è impossibile a Dio" (Lc 1,37).
Ciò che da un punto di vista umano è limite, impedimento, diventa "possibilità" quando interviene Dio "padrone dell'impossibile". In Maria ed Elisabetta la meraviglia è grande, mentre per Giuseppe e Zaccaria sembra per ora prevalere la curiosità. E la meraviglia fa esplodere la gioia, perfino nel grembo. "L'anima mia glorifica il signore, lo spirito mio esulta di gioia"; "alla voce del tuo saluto il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo".
E' il dono della vita che le due donne sentono crescere dentro di loro, un dono che non vogliono trattenere per sè, ma offrire, condividere.
L'intero episodio esprime un dinamismo di partecipazione, coinvolgendo pure Dio Padre che tra nuvole di angeli in movimento dall'alto osserva il sorprendente incontro.

"Beata te che hai creduto..."
Elisabetta inventa la beatitudine più adatta alla sua ospite. Coglie la vera grandezza di Maria, donna che si è aggrappata a una Parola nuda, spoglia, che l'ha messa in cammino. Una persona scommette su Dio che non delude quando smantella le proprie difese.
Questo atteggiamento si chiama "fede". Maria diventa così modello della comunità cristianache accoglie il dono di Dio.

Don Alvidio