IL LIBRO DI TOBIA

B. Borsato  V. Calabrò

 
 
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LA CATTURA DEL PESCE

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Tobia esegue i consigli di chi lo guida senza chiedere spiegazioni, e Raffaele, pian piano, gli fa prendere coscienza del suo destino verso Sara.

L'angelo Raffaele porta Tobia all'incontro con Sarà, figlia di Raguel, parente di Tobia. Sara però è sfortunata. "È stata data in moglie a sette mariti ed essi sono morti nella stanza nuziale la notte stessa..." (6,14). Qual'è il significato simbolico di questa morte? Sarà, per avere una relazione vitale con un uomo, dovrà imparare ad amare. 
Anche Tobia non era preparato ad amare. Quello che compie non è il viaggio della "separazione dal padre e dalla madre"? Non è il viaggio del distacco e dell'autonomia? 

Pure Tobia è invitato ad "allontanarsi dal padre e dalla madre e ad unirsi a sua moglie per essere due in una sola carne" (Gen 2,27). Raggiunta la propria autonomia e libertà potrà liberare e slegare Sara dall'amore incatenante del padre. 
Nel corso del viaggio c'è l'episodio del pesce che minaccia di divorare il giovane, disceso nell'acqua per lavarsi i piedi. A parte il fatto che l'angelo dirà a Tobia di afferrarlo e di togliergli il fiele, il cuore e il fegato che possono servire come medicamenti, il pesce è, anche se vagamente, l'eco lontana del viaggio degli Israeliti messi di fronte alla minaccia dell'acqua, considerata un mostro, ma vincitori con l'aiuto del Signore. Ma l'interessante è che l'angelo dice: "Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire" (6,3). Dio non prende il posto dell'uomo, non compie la liberazione al suo posto. Vuole uomini eretti, che sappiano vivere coraggiosamente ed inventare la propria vita. È un invito a Tobia a diventare autonomo e adulto, a ritrovare in se stesso la fiducia e l'energia.

   
 
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