|
Tobia spalma il fiele del pesce sugli occhi di Tobi
che ricomincia a vedere, ed esplode in un inno di lode a Dio. Rileggendolo si intuisce che la guarigione non è tanto fisica quanto spirituale. Tobi comincia a pensare in maniera diversa, a guardare il mondo in un'altra maniera. Si può dire che passa dalla devozione alla fede.
La precedente devozione alla legge di Dio gli impediva di scorgere Dio al di fuori
dell'ebraismo. Considerava la realtà umana, estema a Israele, come cattiva, senza Dio. La nuova vista è invece simbolo di una nuova concezione del mondo. Una volta guarito, dirà: "Tutte le genti che si trovano su tutta la terra si convertiranno e temeranno Dio nella verità" (14,6). Tobi si interessa delle genti, non è più chiuso nel suo mondo, non è più assediato dal pensiero di essere onesto lui, pensa alla salvezza di tutti i popoli: c'è nel personaggio un'apertura nuova. Egli non dice che i popoli devono convertirsi al Dio d'Israele, ma che devono amare Dio nella verità, cioè nell'onestà della vita. C'è, anche se pallido, l'anticipo della dichiarazione di Gesù alla samaritana: "I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità" (Gv 4,23). Tobi si è dischiuso attraverso le parole e l'esperienza del figlio Tobia e della sua sposa Sarà. Nessuno si apre da solo, ma solo ascoltando e imparando.
|