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Triste e sempre più solo, una notte, dopo aver compiuto la sepoltura di un suo
correligionario ebreo, mentre dorme fuori di casa a motivo del caldo, escrementi di passero cadono sui suoi occhi e nessun medico riesce a fermare il loro oscuramento.
Certamente qui l'autore vuoi fare risaltare il problema del dolore e della sofferenza del
giusto. Anche la moglie Anna gli rivolge una dura accusa: "Dove sono le tue buone opere? Ecco, lo si vede da come sei ridotto" (2,14). La cecità di Tobi ha pure un valore simbolico: egli per tutta la vita ha dovuto opporsi al mondo; ora, raggiunto il fondo della tristezza, per lui il mondo è
invivibile, insopportabile, e quindi è meglio non guardarlo, non vederlo. |